Boccata d’aria.

Ci sono cose che non capisco.
Non capisco come si possa perdere l’orgoglio per lavorare. E se a volte l’orgoglio è un’arma a doppio taglio, come ci si può piegare  di fronte ai capricci di una persona che ha il potere dei soldi e basta, perchè poi se la guardi bene ti rendi conto che non è niente.
Il dio denaro che comanda su tutto? Possibile?
Non capisco se sono io un’ìdealista senza speranza, o se un po’ di speranza nel mondo ancora c’è.
Non sopporto più tutto questo, ogni giorno. Ho proprio voglia di costruire qualcosa di diverso ed ogni giorno è come se la Vita mi dicesse “lascia perdere”.
Ma non voglio darle retta, perchè farlo significherebbe smettere di vivere e sopravvivere e non è quello che voglio.
Non si può sempre imputare i piedi come dei bambini per ottenere le cose.
Bisognerebbe dialogare. Capire che nel mondo c’è posto per tutti e che la varietà è la grande forza della vita.
Bisognerebbe.
Non è sempre così.
E c’è chi stima certi comportamenti, altri che vivono così e di conseguenza crescono i propri figli in questo modo.
Io non ce la faccio. Voglio dell’altro.

Oggi facci o fatica a credere che questo altro sia possibile.

Le giornate sono sempre più complicate.
Dò la colpa alla stanchezza? Alla voglia di ferie?
Devo trovare un colpevole e guardare fuori di me almeno per qualche minuto.
Datemi qualche minuto d’aria e dopo riprenderò come so fare: riparto da me, guardo come mi comporto io, non mi faccio sviare dal mio ambiente.
Però adesso ho proprio bisogna di una boccata d’aria.

Essenza e ruoli.

Oggi ho imparato che riconoscere che ognuno ha un proprio ruolo non significa vivere a compartimenti stagni. E ho imparato che ognuno ha un ruolo diverso per ogni situazione, e che non significa essere delle banderuole. Significa essere sempre coerenti a se stessi e mostrare una parte di sé, quella che serve in quella situazione. Tutte queste parti compongono la persona, non solo quelle che ci piacciono.
Ma l’essenza è una sola.
E se si ricorda a se stessi di guardare sempre all’essenza di chi abbiamo davanti allora ci rendiamo conto che in quel momento ha quel ruolo, magari non ci piace ma comprendiamo la situazione e andiamo oltre, guardiamo qualcosa di più grande.
Oggi ho capito questo.

Lavorare sul mercato è una sfida grossa. Non amo stare tanto in mezzo alle persone, lo faccio con i miei tempi e modi, quando non ne ho più voglia vado via, sto da sola.
Anche nel mio lavoro “principale” parlo con persone ne vedo anche tante, ma so che devono arrivare e comunque non è come il banco di un mercato.
Quando ho intrapreso questo viaggio sapevo che il percorso sarebbe stato difficile e ieri sono stata duramente messa alla prova. E continuo questa avventura perchè mai come ora sento che il mio percorso di crescita personale deve passare da questa strada.
Questo lavoro è un mezzo per arrivare dove neanche io immagino.

Sul mercato.

Penso alla routine di queste persone. Ogni giorno sul mercato. Il banco bello stesso modo più o meno. La sveglia che suona sempre alla stessa ora. Ogni giorno clienti diversi, fondamentalmente uguali. Vicini sempre uguali, anche loro nella loro routine.
Mi domando se anche a queste persone pesa avere sempre le stesse cose da fare oppure è proprio quello che cercavano. Chissà a quanti piace ciò che fa e chissà quanti ci si sono trovati pensando di non avere più nessuna altra possibilità.
Io mi ritrovo in questo mondo per scelta, per un giorno alla settimana.
Stamattina avrei dormito volentieri. Avrei evitato con particolare cura qualsiasi contatto con un altro essere umano, ma non è stato possibile. Ho preso un impegno.
Ed eccomi qui, ad aspettare il mio capo nonchè caro amico che anche oggi mi ha rubato qualche minuto di sonno.
Ed osservo chi allestisce meticolosamente il proprio banco con la stessa cura di ogni giorno.
Ammiro queste persone.
Non riuscirei a fare questo lavoro tutti i giorni.
In realtà ammiro chi non scappa dalla routine. Io odio fare ogni giorno le stesse cose, e cerco ogni giorno di variare qualcosa. Perchè avere certezze mi piace ma le abitudini mi soffocano.

Fare altro.

Mi sono accorta che dovrei aggiornare la lista dei blog che seguo.
Sono tanti, diversi. Avrei tanto voglia di passare la mia giornata così oggi: leggendo, commenttando, sognando, scrivendo.

Ma sono qui. Costretta nel mio fantastico orario di lavoro, a frenare i miei pensieri perchè non poterli seguire immediatamente mi fa soffrire. Alcuni li lascio andare via, altri li fermo da qualche parte.

Oggi è così, oggi vorrei essere altrove a fare altro.