Scrivo per ricordarmi.

Non voglio lasciarmi andare alla negatività, al “tanto non è servito a niente”, al “sono solo parole al vento”.
Scrivo per ricordarmi che ogni parola detta, ogni lacrima versata, ogni azione fatta con tutte le mie forze, serve a me. Scrivo per ricordarmi che la causa l’ho messa nella mia vita e sicuramente l’effetto sarà felicità.
Scrivo per ricordarmi che se pianto un seme oggi, domani non avrò subito la pianta: prima dovrò accudire quel seme come si deve, affinché diventi una pianta forte e rigogliosa.
Scrivo per ricordarmi tutte queste cose, scrivo perché non voglio addormentarmi arrabbiata.
Scrivo per ricordarmi che poco fa mi sono ripromessa di fare di più, di farlo meglio e di dare il meglio.
Non farò vincere la mia parte oscura e lamentosa. Questa sera no.

Un altro modo di fare.

In questi giorni si parla di tante cose.
Non nominerò nessuna di queste cose. Già ne parlano altri.
Scrivo questo post perchè vogliono esprimere un altro pensiero: non è che le persone non hanno ideali, pensieri, riflessioni solo perchè non parlano o scrivono apertamente degli argomenti del momento.

Personalmente non amo fare parte della massa, tollero poco la retorica. Ogni tanto ci cado anche io, non dico di esserne immune.
Ho la mia idea sui fatti di questi giorni, ho il mio dolore ed esprimo la mia solidarietà. Non lo faccio come ci si aspetta, non lo faccio platealmente: questo non significa non pensare o non interessarsi. E’ solo un altro modo di fare.

Le differenze continuano a fare paura. Non solo le differenze tra i popoli. Anche le differenze più “semplici” se non sono decondificate secondo la massa, vengono attaccate ed etichettate.

Non parlerò, scriverò, twitterò come vi aspettate, questo non significa che non penso.